Il Vangelo nella famiglia – 19 marzo 2023


Riflessione sul Vangelo della IV Domenica di Quaresima – Gaudete

di Ermelinda e Franco Cidonelli

Siamo alla IV domenica di quaresima, la domenica della Gioia. Se guardiamo alle sofferenze, difficoltà che vediamo attorno a noi, e forse anche nella nostra vita, potremmo dire: di cosa Gioire?

Se “ASCOLTIAMO” la Parola del Padre rivolta a noi, suoi figli, sua famiglia, allora si, possiamo Gioire.

Gioisci famiglia perché “l’uomo vede l’apparenza ma il Signore vede il cuore” (Prima Lettura) e ha scelto te, famiglia problematica, sgangherata, imperfetta, con tutti i tuoi limiti, incapacità e difficoltà, per essere oggetto del suo AMORE, e per raccontare al mondo il suo Amore.

Gioisci, perché non sarai più tenebra, se vuoi, perché Cristo, Luce del mondo è con te sin dal Battesimo, è nella tua casa, non ti ha abbandonata, attende solo di potere risplendere, attende che ti lasci guidare dallo Spirito Santo per capire e vivere ciò che è gradito a Dio, per comportarti da figlia della Luce (Seconda Lettura).

Anche se siamo nelle tenebre più fitte, anche se ci ritroviamo “nella cecità”, nel non sapere vedere il “bene” che è in noi e attorno a noi, anche se ci sentiamo ciechi immersi in un mondo di ciechi, c’è speranza ci dice il Vangelo, Gesù è pronto a guarirci dalla nostra cecità, a lavarci da ogni peccato e miseria, Gesù è pronto a farci rivedere la “Luce”, e vuole Ricrearci con il fango con cui siamo stati creati. Gesù vuole darci una nuova opportunità, una nuova speranza, vuole darci la Gioia piena e la Vita vera che ci ha acquistato con il suo sangue.

A noi scegliere ancora: fidarci di Lui, del modo a volte inconsueto, imprevisto con cui Egli agisce nella nostra vita, che va al di là dei nostri schemi e programmi, o rifiutarlo continuando a ragionare come gli scribi e i farisei, volendo quasi suggerire a Dio come fare per manifestare la sua Presenza e la sua Potenza.

Gesù è pronto a risollevarci, a guarirci, illuminarci, ridarci vita, e noi? Se ci abbandoniamo, fiduciosamente, allora anche noi, come il cieco, potremo riacquistare “ la luce” e una vita nuova, anche noi potremo raccontare, a chi ci vede e conosce le nostre miserie e difficoltà, “come” il Signore ci ha guarito, ci ha dato una nuova vita piena di Gioia e di Speranza.

Preghiamo

Spirito Santo, che sei in noi, aiutaci a svegliarci dal nostro torpore, aiutaci a fidarci e accogliere ancora Gesù, nostra salvezza, per fare risplendere la sua Luce in noi e  proclamare con gioia: Il Signore è il mio Pastore non manco di nulla.

Vangelo

Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 9,1-41

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».

Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

Parola del Signore.