Il Vangelo nella famiglia – 4 settembre 2022


Riflessione sul Vangelo della domenica

di Alessandra e Luca Monsecato

Il Vangelo di questa domenica è ricco di parole che risuonano nei nostri cuori come duri ammonimenti, anche se in realtà, meditate utilizzando come filtro la logica di Dio, recano luce alle nostre vite perché cariche dell’infinita misericordia che il Padre ha verso l’intera umanità. 

Gesù non ci chiede, infatti, di abbandonare gli affetti più cari, ma di non permettere che condizionino le nostre vite fino al punto da rimanerne incastrati e perdere di vista il vero obiettivo, la vita vera.

Solo nella misura in cui riusciremo a mettere Dio al primo posto, al di sopra di tutto e tutti, saremo in grado di gustare i frutti della sua presenza nella nostra vita. Occorre allora imparare a fidarci di Dio, anche quando ci imbattiamo lungo il cammino in croci difficili da accettare, in situazioni dolorose che non riusciamo a comprendere, in momenti di sofferenza che la nostra famiglia attraversa. Soprattutto quando il dolore coinvolge i nostri affetti più cari, genitori, figli, fratelli, la nostra umanità geme e ha difficoltà a vedere la Croce come segno d’amore. 

Gesù ci invita così ad attraversare il dolore in compagnia dell’amore del Padre affinché possiamo cogliere la logica della croce con occhi nuovi e spirito nuovo, 

Seguire Gesù è un’avventura che ci conduce a rivoluzionare i nostri schemi mentali, le nostre aspettative, le nostre priorità. Anche come sposi, ci viene chiesto di fare un salto di qualità: abbiamo però la possibilità di compiere questo cambiamento insieme, con la preghiera di coppia, in forza del nostro sacramento. Possiamo imparare insieme a fidarci del Padre, a buttarci nelle sue braccia, ad abbracciare le piccole e grandi croci di ogni giorno e a dire con gioia: “Sia fatta la tua volontà”.

Lo Spirito Santo ci accompagni sempre in questo percorso di crescita e di maturità umana e nella fede, perché possiamo esssere testimoni del Suo amore in tutte le circostanze e situazioni di vita.

VANGELO

Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

✠  Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,25-33
 
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Parola del Signore