Il Vangelo nella famiglia – 13 marzo 2022


Riflessione sul Vangelo della domenica

di Maria e Sebastiano Fascetta

La trasfigurazione di Gesù è anticipazione della sua resurrezione, rivelazione del compimento di tutto il suo donarsi all’umanità, per amore e nella libertà. La croce non è l’ultima parola. Nonostante il continuo flusso e riflusso di violenza, guerre, pandemie di questo tempo storico il male non ha l’ultima parola, perché Cristo Risorto è presente e manifesta continuamente la potenza del suo amore. Egli, infatti, diffonde energie di vita attraverso la disponibilità di tutti coloro che salgono insieme a Lui sul monte della trasfigurazione per partecipare del suo Amore e per portare speranza nella storia. La trasfigurazione è rivelazione dell’Amore di Dio che illumina le tenebre del nostro cuore, le relazioni di coppia, la vita familiare, aprendo nuovi orizzonti di speranza. Concretamente essere trasfigurati come coppia significa assumere la prospettiva di Dio, guardare alla storia personale, familiare, sociale, mondiale con quella luce che scaturisce dalla consapevolezza che Dio agisce nella storia, non ci abbandona, continua ad amarci nonostante le nostre ribellioni e infedeltà. Ma per attingere forza dalla Luce bisogna ascoltare la Parola che è lampada ai nostri passi. Sul monte della trasfigurazione appaiono Mose ed Elia, la Legge e i Profeti, l’Insegnamento (questo è il senso profondo del termine Torà) e il richiamo continuo alla conversione (questo è il nucleo essenziale del messaggio profetico). La legge è Insegnamento per vivere un’esistenza buona, bella e felice. La Profezia è Parola incarnata che sa discernere la presenza di Dio nella storia. Gesù porta a compimento La Legge e la Profezia attraverso il dono totale di sé che il sacramento del Matrimonio esprime in maniera particolare attraverso l’amore uomo-donna. Nel Matrimonio si vive la Legge nuova dell’Amore che si fa profezia nel quotidiano vivere degli sposi. In essi l’Amore si trasfigura, diventa visibile e vivibile, manifestazione del Dio Uno e Trino attraverso la fedeltà quotidiana, la pazienza e mitezza reciproca. Non si tratta di andare alla ricerca di luoghi santi o di esperienza mistiche, perché gli sposi sono chiamati e accompagnati dallo Spirito del Cristo Risorto a vivere ogni ambito del quotidiano come possibile luogo di trasfigurazione, di trasformazione, maturazione in Cristo. Questo accade ogni volta gli sposi sanno compiere gesti umani di attenzione, cura, ascolto, perdono, condivisione amandosi con tutto se stessi. Le relazioni giornaliere sono dunque il luogo della trasfigurazione dove il marito diventa manifestazione del volto di Cristo e viceversa la moglie. Entrambi sono la carne trasfigurata di Cristo. Per immergersi nella Luce della trasfigurazione bisogna imparare a pregare insieme. Gesù si trasfigura mentre pregava. Pregare insieme come coppia è necessario per imparare a stare alla presenza di Dio e assimilare il suo modo di pensare e agire. Una preghiera che si fa dialogo, ascolto, impegno reciproco a seguire, insieme e con umiltà, il Signore mettendosi a servizio di altre coppie manifestando la bellezza del sacramento del matrimonio.                                           


VANGELO
Lc 9,28-36

Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quel che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”.
Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono ad alcuno ciò che avevano visto.