Il Vangelo nella famiglia – 12 dicembre 2021


Riflessione sul Vangelo della III domenica di Avvento – Gaudete

di Filippa e Gino Passarello

La terza domenica di Avvento, domenica “gaudete” è caratterizzata dal tema della gioia, già nella prima lettura il profeta Sofonia ci invita a non temere, a non lasciarci cadere le braccia ma, piuttosto, ad esultare, a gridare di gioia perché il Signore è vicino, ha revocato la nostra condanna, ci ha liberato dal giogo della paura e ci rinnova con il suo amore.

Come noi famiglie possiamo accogliere questo invito a vivere la gioia? Siamo spesso gravate dal peso di tante difficoltà, di sofferenze, di paure!

Il segreto della gioia, come ci ricorda Giovanni Battista, è aprirsi all’Amore e lasciare che l’Amore orienti tutta la nostra vita e ci faccia entrare nella logica del dono e della condivisione.

Non ci viene chiesto di fare azioni straordinarie ma, ciascuna famiglia, là dove vive, nella condizione in cui si trova, è invitata a condividere con gli altri, a farsi carico delle sofferenze e dei bisogni delle altre famiglie, a chinarsi su chi è lontano e bisognoso, a vivere la mitezza e l’umiltà di Gesù, a non lasciarsi corrompere dalla mentalità del mondo fondata sull’egoismo, la prevaricazione e l’abuso. La famiglia è invitata a dare un volto all’Amore di Dio che, nel Figlio, si è fatto prossimo all’uomo, si è fatto debole, si è svuotato, ha rinunciato ad ogni privilegio per condividere con noi il dono più prezioso: la sua divinità.

La gioia è la sola risposta al dono di una vita nuova che Gesù è venuto a portare: “Vi ho detto queste cose perché abbiate in voi la gioia e la vostra gioia sia piena“ e ci ha indicato anche la via: “Rimanete nel mio amore“(Gv 15,11).

A tutte quelle famiglie che si sentono schiacciate dal peso dello scoraggiamento, della solitudine, delle difficoltà, della malattia, sono rivolte, oggi, le parole del profeta: ”Non temere, non lasciarti cadere le braccia…il Signore è vicino”. 

Questo è il tempo della gioia, la paura ceda il passo alla certezza che il Signore è sempre con noi per rialzarci, per consolarci, per guidarci, per rinnovarci con il suo Amore. 

A noi famiglie, in modo particolare è chiesto di essere segno di speranza perché l’Amore di Dio che ci viene incontro in Gesù è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato, perciò vogliamo accogliere l’esortazione di Paolo ad essere sempre lieti, a non angustiarci per nulla ma a gettare in Lui ogni preoccupazione e la sua pace custodirà i nostri cuori.


VANGELO
Lc 3,10-18

E noi che dobbiamo fare?

✠ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Parola del Signore