Il Vangelo nella famiglia 13 dicembre 2020


Riflessione sul Vangelo della III Domenica di Avvento – Gaudete

di Filippa e Gino Passarello 

Protagonista del Vangelo di oggi è Giovanni Battista, il testimone mandato da Dio per rendere testimonianza alla luce affinchè gli uomini credano. Alla domanda: “Tu chi sei?” Giovanni risponde di non essere la luce, ma solo la voce di uno che grida nel deserto per preparare la via al Signorenon è lui lo Sposo, lui è solo la voce che annunzia la Parola.

La domanda che i farisei rivolgono a Giovanni è la stessa che oggi il mondo rivolge alla famiglia: “Chi sei?” Forse, diversamente da Giovanni, la famiglia, anche quella cristiana, ha smarrito l’orizzonte di senso, non ha più consapevolezza della propria identità né del proprio compito.

Per questa ragione, San Giovanni Paolo II, nella Familiaris Consortio rivolge alla famiglia un accorato appello: “Famiglia diventa ciò che sei” (FC, 17) invitandola  a prendere consapevolezza della propria identità e della propria missione. 

Gli sposi – afferma il Papa–  sono il richiamo permanente di ciò che è accaduto sulla Croce” (FC, 13), ed hanno ricevuto la missione di “custodire, rivelare e comunicare l’amore, quale riflesso vivo e reale partecipazione dell’amore di Dio per l’umanità e dell’amore di Cristo Signore per la Chiesa sua sposa(FC, 17).

Che ne abbia consapevolezza o meno, la famiglia, come Giovanni, è mandata da Dio per essere “voce” che grida nel deserto nel nostro tempo, sordo e dimentico di Dio, per annunciare che lo Sposo è con noi.

Dio ha bisogno di testimoni perché gli uomini credano e quale realtà più della famiglia può rendere visibile l’amore di Dio, la famiglia non è la luce ma riflette la luce, essa è “tabernacolo vivente”, “ostensorio” del volto di Dio amore, luogo della sua dimora fra gli uomini.

In ogni gesto, in ogni carezza, nella quotidianità del loro vita, gli sposi sono l’uno per l’altro e per l’umanità la carezza di Dio, essi rendono presente l’amore di Gesù, lo Sposo, che viene a cercare e a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a restituire la libertà agli oppressi, a ricolmare di beni gli affamati, perché Lui ha sete dell’amore della sua sposa e vuole farsi uno con tutta l’umanità. Attraverso la famiglia Dio continua ad amare gli uomini e a fare Alleanza con loro.

Tutta la vita della famiglia, anche nella fatica e nella fragilità, se aperta all’azione dello Spirito, «costituisceun vangelo”, una “buona notizia” per tutto il mondo e per ogni uomo. Il matrimonio e la famiglia diventano, così, testimonianza e profezia» (DPF, 8). Il deserto del cuore degli uomini attende “una voce” che annunci la speranza, che apra all’incontro, che indichi lo Sposo che viene.

Come ai discepoli, pur senza saperlo, gli uomini chiedono anche alla famiglia cristiana: “Vogliamo vedere Gesù”, possa Maria insegnare ad ogni famiglia la via della docilità e della piccolezza perché, pur nelle difficoltà del vivere quotidiano, nella fatica di accogliersi ed amarsi, sappia di non essere sola e, soprattutto, sappia offrire, ogni giorno, l’acqua del proprio amore perché lo Spirito la trasformi nel vino nuovo di un amore più grande che sa dire accoglienza, fedeltà, perdono, gioia.

 

VANGELO
Gv 1,6-8.19-28

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete. 

Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». 
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore