Il Vangelo nella famiglia – 12 luglio 2020


Riflessione sul Vangelo della Domenica

di Alessandra e Luca Monsecato

L’immagine che Matteo ci pone innanzi nel Vangelo di questa domenica è quella di Gesù che parla alla folla, ferma sulla spiaggia. Gesù oggi invita la nostra famiglia a fermarsi ad ascoltare la Parola: solo un ascolto vissuto con interesse ed attenzione riesce a portare frutto nella nostra storia di vita.

La Parola è per tutte le famiglie, Gesù non si stanca mai di seminare, ma il frutto che ne scaturisce dipende dal terreno in cui la famiglia pone le sue fondamenta. In che tipo di terreno cresce e vive la nostra famiglia? Che tipo di terreno siamo? Forse siamo un po’ tutti i tipi di terreno a seconda delle vicende che attraversiamo.

Siamo sicuramente strada quando induriamo il nostro cuore, quando ci facciamo prendere dalle cose del mondo, quando i sacramenti diventano un fatto di tradizione, degli atti formali, quando nel nostro matrimonio non c’è spazio per Dio.

Siamo a volte terreno sassoso quando sappiamo che Gesù è presente, ma nei momenti di prova ce ne dimentichiamo subito. Nel matrimonio viene a mancare la roccia di salvezza a cui aggrapparsi e di conseguenza il sacrificio, la fedeltà, la capacità di rialzarsi dopo le cadute, diventano montagne insormontabili. La rinuncia è la via più semplice da seguire.

Siamo terreno spinoso quando accogliamo la Parola, camminiamo e assaporiamo per un po’ la bellezza del progetto che Dio ha sulla nostra famiglia, ma poi lasciamo che le spine soffochino tutto quanto di bello abbiamo costruito con Gesù. L’egoismo, la ricerca delle soddisfazioni individuali, la carriera, le comodità assumono un’importanza primaria. Il cammino degli sposi con lo Sposo si interrompe bruscamente.

Siamo terreno buono quando riusciamo a portare frutto, quando la nostra famiglia diventa feconda, quando noi sposi ogni giorno scegliamo di amarci e di affrontare insieme allo Spirito Santo le vicende della vita, quelle tristi e quelle gioiose, quando come genitori mostriamo ai figli con impegno e sacrifici la via dell’Amore, riconoscenti per le tante grazie ricevute.

Chiediamo allora al Signore di trasformarci in terreno buono, pronti all’ascolto della Parola, capaci di eliminare le spine, i rovi, i sassi che ostacolano il nostro cammino, chiamati, come famiglia, ad annunciare al mondo la bellezza dell’amore di Dio.


VANGELO

Mt 13,1-23

Il seminatore uscì a seminare.


Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore.