Il Vangelo nella famiglia – 6 ottobre 2019


Riflessione sul Vangelo della domenica 

di Filippa e Gino Passarello

Il Vangelo di oggi ci parla di fede e di servizio, elementi fondanti della vita del cristiano, non c’è l’uno senza l’altro.

La fede di cui si parla nel brano evangelico non è quella che ci fa credere nell’esistenza di Dio, si tratta, piuttosto, di un incontro personale con Gesù, di una esperienza esistenziale che ci fa sperimentare la sua presenza in noi e ci fa sentire il suo amore e la sua cura, è la fede-fiducia che ci spinge ad un abbandono incondizionato.

Non basta sapere che Dio esiste per ritenere di avere il dono della fede, è necessario credere che Egli è entrato nella nostra storia e nella storia di ogni uomo e le ha dato un senso e una direzione. 

La fede ha il potere di aprire il cuore di Dio, di guadagnarci la salvezza, come ci ricorda Paolo, per questo, agli apostoli che sentono la sproporzione tra il compito loro affidato e la piccolezza della loro fede, Gesù risponde che basta un piccolissimo atto di fiducia per ottenere grandi cose, cose impossibili all’uomo, come spostare una montagna o ordinare ad un gelso di sradicassi e piantarsi nel mare.

Capita spesso di leggere nei vangeli come Egli lodi la fede dei piccoli, pensiamo all’emorroissa o al cieco nato e dei lontani come il centurione e la cananea e ne sottolinei il coraggio e l’efficacia: «Figlia, la tua fede ti ha salvata...», «donna davvero grande è la tua fede, ti sia fatto come desideri…», «neanche in Israele ho trovato una fede così grande…».

Come cambia il sapore del nostro quotidiano quando ci accompagna la certezza di non essere soli, quando facciamo esperienza del miracolo dell’amore che si rinnova ogni giorno pur nella fatica e nelle difficoltà, della luce che illumina di senso le piccole e grandi sofferenze che toccano la nostra vita di sposi e di famiglia.

Fede è l’audacia che spinse Pietro ad uscire dalla barca per camminare sulle acque, poco importa se poi fu colto dalla paura, perché  trovò la forza di gridare a Gesù certo che Egli era lì, pronto a prendere la sua mano.

Fede è contare sempre su Dio e sapere che, quando pensiamo che quel peso sia troppo grande da portare o quella montagna troppo alta da spostare, nulla è impossibile a Lui.  

Quella di cui parla Gesù è la fede che si trasforma in umile servizio di chi sa che tutto ha ricevuto e non accampa alcuna pretesa perché, quando avrà fatto quanto gli era stato chiesto, è Dio che fa germogliare il seme e costruisce la casa: «Se il Signore non costruisce la sua casa, invano vi faticano i costruttori» (Sal 126). L’unica gioia, la gioia più grande è l’essere stati chiamati a servire e il servizio, ci insegna Gesù che si fece servo per amore, è dono di tutto se stessi, ciò che ci è chiesto è solamente una fiducia piena e incondizionata.

La ricompensa è la stessa gioia di servire sapendo che dopo che abbiamo fatto tutto ciò che dipendeva da noi, Dio trasforma il niente in tutto e il piccolo seme in un albero.

 

VANGELO
Lc 17,5-10

Se aveste fede!

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».

Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».