Il Vangelo nella famiglia – 25 agosto 2019


Riflessione sul Vangelo della domenica 

 

di Ivana e Giovanni Granatelli 

Carissimi fratelli e sorelle,

carissime famiglie amate dal Signore, la liturgia di questa domenica ci consegna un brano del Vangelo che si contraddistingue per la sua durezza e schiettezza. Nel suo discorso Gesù usa parole dure, forti, decise, che per un verso ammoniscono e per un altro esortano ed indicano la via giusta da seguire. Gesù ci ama e ogni suo rimprovero lo fa solo per amore. Un buon Padre non può non richiamare il figlio se quest’ultimo sbaglia o persevera nell’errore e col cuore in mano gli suggerisce sempre una alternativa per il suo bene. L’evangelista ci invita a riflettere sulla salvezza, sul suo valore inestimabile e sull’urgenza che tanti siano salvati. La salvezza che Gesù ci offre, infatti, è per tutti, non solo per alcuni. Non solo per i più bravi, per chi va a messa, per chi frequenta la Chiesa, per chi fa parte di un’associazione, un movimento, una comunità, per chi fa un cammino da tanti anni, per i veterani nella fede, ma proprio per tutti.

Il cuore di Dio è grande e dentro la sua misericordia c’è posto per chiunque lo invoca con tutte le sue forze, per chi lo cerca con sincerità, pure per chi brancola nel buio e sembra girare a vuoto.

In tv, sui social, sui libri, ovunque viene presentata una umanità, di cui facciamo parte anche noi, bisognosa di essere salvata dalle catastrofi economiche politiche e sociali, dalle calamità naturali, dal degrado culturale, da ogni forma di cattiveria e da ogni male. Profondamente desideriamo e attendiamo un salvatore, un politico, un leader, un super uomo, qualcuno insomma che venga a risolvere i nostri problemi e donarci la pace.

Ma, sapete quale è la verità? Noi, voi, tutti abbiamo bisogno di SALVEZZA, non di un salvatore qualsiasi ma della salvezza che solo Gesù ci può donare. Sicuramente nella nostra vita ci è capitato di trovarci nella stessa situazione di chi vive l’angoscia di stare per affondare e affogando tende disperatamente le mani verso l’alto perché qualcuno lo afferri e lo tiri fuori.

Non è forse vero che anche noi nelle nostre case, nei nostri matrimoni, nelle nostre famiglie ne abbiamo fatto o ne facciamo esperienza? È Gesù che ci tende la sua mano. È Gesù che ci offre la sua salvezza ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte: desideriamola ardentemente, cerchiamola, mendichiamola, invochiamola, accogliamola e custodiamola. 

 

O Signore invochiamo la tua salvezza su di noi, sulle nostre famiglie, sulle nostre relazioni, su chi soffre, su chi è disperato, su chi ha smesso di sperare. Salvaci dal nostro “io” troppo ingombrante, dall’orgoglio, dalla vanità, dall’indifferenza verso gli altri, dalla tentazione di essere delle isole, dalla tentazione di mollare tutto, di voltare le spalle, di fuggire, di tradire, di dividere, di disperare…

 

Gridiamo a Gesù che ci salvi, che vogliamo passare da quella porta stretta, che vogliamo farci piccoli, che vogliamo perseverare nella fedeltà al suo progetto d’amore, che vogliamo vivere la gioia dei salvati, essere secondo il cuore di Dio e condividere la speranza di un bene più grande che non delude.

Amen. Alleluia!

VANGELO
Lc 13,22-30

Verranno da oriente e da settentrione e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.

Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.

Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.

Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».