Il Vangelo nella Famiglia – 9 marzo 2017


9 marzo 2017, giovedì della prima settimana di Quaresima

Dal Vangelo secondo Matteo 7,7-12

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe?
Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.

 

Riflessione

Quante volte ho avuto la presunzione di sapere cosa era bene e cosa era male. L’ho avuta nei confronti di Dio, nel domandargli qualcosa, ma anche nei confronti del mio coniuge e dei miei figli, quando ho pensato che volere il loro bene significasse dargli quello che secondo il mio punto di vista era buono.

Invece, mi accorgo adesso che le cose non stanno proprio così. Non basta dare o fare una cosa che, secondo la mia prospettiva, è buona; si tratta, piuttosto, di compiere quel bene di cui l’altro ha veramente bisogno, ovvero, quello che il Signore ha pensato per ciascuno dei suoi figli: quello che oltre ad essere buono è anche giusto. Per questo mi impegnerò, ogni giorno nella preghiera, a comprendere la volontà di Dio sulla mia famiglia affinché possa contribuire a realizzare il vero bene per le creature che Lui stesso mi ha affidato: il mio coniuge e i nostri figli.

 

Amoris Laetitia

Assumendo l’insegnamento biblico secondo il quale tutto è stato creato da Cristo e in vista di Cristo (cfr Col 1,16), i Padri sinodali hanno ricordato che «l’ordine della redenzione illumina e compie quello della creazione. Il matrimonio naturale, pertanto, si comprende pienamente alla luce del suo compimento sacramentale: solo fissando lo sguardo su Cristo si conosce fino in fondo la verità sui rapporti umani. “In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo. […] Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo a se stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione” (Gaudium et spes, 22). Risulta particolarmente opportuno comprendere in chiave cristocentrica le proprietà naturali del matrimonio, che costituiscono il bene dei coniugi (bonum coniugum)», che comprende l’unità, l’apertura alla vita, la fedeltà e l’indissolubilità, e all’interno del matrimonio cristiano anche l’aiuto reciproco nel cammino verso una più piena amicizia con il Signore.
(Francesco, AL,77)