Il Vangelo nella famiglia 6 settembre 2020


Riflessione sul Vangelo della Domenica

di Soraya e Michele Solaro

La liturgia della Parola di questa domenica, fa emergere, a nostro avviso, un importante elemento della vita coniugale e familiare: la responsabilità. L’esperienza della vita in famiglia ci aiuta a comprendere che l’essere responsabili implica sempre l’uscita da se stessi, dal proprio “io”, da cui scaturisce l’incontro con l’altro. L’etimologia del termine indica una vera e propria attitudine ad ascoltare, vedere, rispondere alle necessità, alle attese altrui, in una logica finalizzata alla realizzazione del suo vero bene. 
Quel «Io chiederò conto a te» (Cfr. Ez 33,1.7-9) della prima Lettura, è il richiamo che Dio fa alla nostra responsabilità di battezzati, di sposi, di figli, derivante dalla compartecipazione al suo progetto d’amore che realizza per ciascuno il vero bene: la salvezza eterna.

Ogni nostra scelta, ogni decisione, di fare o non fare, di dire o non dire, hanno sempre un risvolto relazionale ed escatologico, non appartengono mai alla sola sfera dell’agire personale; del bene e del male che compiamo ne ri-spondiamo sempre davanti agli uomini – perché si ripercuote nella famiglia, nella società, nella Chiesa – e davanti a Dio: «Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo» (cfr Mt 18,15-20).

In quante circostanze abbiamo visto il fallimento delle nostre azioni, delle nostre aspettative, quante volte, poi, abbiamo accusato l’altro di essere la causa della nostra infelicitá, caricandolo di questa o quell’altra responsabilità che, pur essendo la nostra, non abbiamo mai voluto accettare. Nella seconda lettura San Paolo ci ricorda, che: «Pienezza della Legge infatti è la carità», solo la ricerca del vero bene alimentata dall’Amore è, dunque, segno di una vera responsabilità.
In ogni coppia di sposi, in ogni contesto familiare, la responsabilità si fa prossimità, attenzione, cura e, alla luce dello Spirito Santo, diventa consapevolezza di essere aiuto adeguato per la realizzazione integrale della persona – coniuge e figli inclusi – che il Signore ci ha affidato e tiene conto delle vere necessità materiali e spirituali.

La nostra vita coniugale è una scelta di responsabilità, e non riguarda solo casa nostra, anzi a partire dalla nostra famiglia – non importa quale sia la condizione – da questa chiesa domestica, siamo chiamati a essere strumenti di speranza e di salvezza per quanti incontreremo, una missione alta che trova fondamento nelle parole di Gesù: «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

 

Vangelo

Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore