Il Vangelo nella famiglia – 17 marzo 2019


Riflessione sul Vangelo della II Domenica di Quaresima 

di Ermelinda e Franco Cidonelli

Dopo l’episodio del deserto e delle tentazioni di Gesù sembra strano, questa settimanatrovare il Vangelo della Trasfigurazione che manifesta la Gloria e la Potenza di Dio.

Ma, se ci pensiamo bene, entrambi i brani ci richiamano ad esperienze che nella nostra vita di famiglia si alternano continuamente (prove, deserto, tentazioni ma anche momenti di gioia grande, di gloria, di estasi). Allora, forse, il Signore vuole invitare noi sposi a vivere come Lui vuole, a guardarci reciprocamente come un dono, ad orientare  ogni evento della nostra vita al fine ultimo, alla “Gerusalemme celeste”, al momento della “morte e della resurrezione”, alla vita nuova che ne può scaturire, perché anche questa quaresima possiamo andare avanti nel nostro cammino di santità.

A partire da questo possiamo cogliere, alcuni suggerimenti.

Spesso, pur stando con Gesù, pur ascoltandolo e comprendendo ciò che vuole compiere, noi siamo presi dal sonno, appesantiti dalle situazioni e dagli affanni; solo quando, per grazia di Dio, ci “svegliamo”, riusciamo a cogliere la sua Gloria, la Bellezza e la Grandezza che ci avvolgono, la sua presenza ed i grandi doni di cui ci colma. Allora vorremmo che quel momento speciale (di preghiera insieme, oppure, per una particolare ricorrenza in famiglia, una vacanza) che ci ha portato a vivere tutto questo non finisse più (facciamo tre tende).

Ma l’immensità di Dio ci copre con la nube ed anche se tutto sembra poco chiaro per noi, arriva il suggerimento semplice, chiaro, unico, essenziale, per ogni momento di confusione di sbandamento, di tristezza: «Ascoltatelo».

Null’altro serve! Tutto il resto, infatti, scompare (gioie, feste, affanni, tristezze), ma  il Vangelo specifica: «Gesù solo resta».

È un invito per ogni famiglia a vivere ogni cosa, che questo tempo ci dona, in questa luce nuova. Come dice Santa Teresa di Gesù:  «Tutto scorre, tutto passa, solo Dio resta, solo Dio basta». La consapevolezza di questa Presenza tra noi, la disponibilità ad ascoltare più che a parlare e capire, ci guidi nel nostro cammino verso la Pasqua per risorgere alla vita piena che Cristo ci ha già ottenuto.

 

VANGELO
Lc 9,28-36

Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quel che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”.
Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono ad alcuno ciò che avevano visto.